La tortilla di patate…un po’ dolce e un po’ salata per #Mtchallenge72

La tortilla di patate è la protagonista della sfida di questo mese dell’Mtchallenge e non poteva che essere che la nostra caliente Mai Esteve a riproporcela in un passaggio esistenziale di questo gioco. Mi piace… nella sua semplicità, nel suo essere un comfort food… pochi ingredienti semplici che insieme creano una pietanza tutto meno che banale. Io l’adoro nella sua versione classica, ma la sfida chiede anche una versione alternativa, e mi butto…ci provo…con una versione dolce!

La versione classica della tortilla prevede i seguenti ingredienti, per una padella di 20 cm (25 cm – 30 cm) :

  • 600 g di patate sbucciate ( 1,2 kg – 2 kg)
  • 5 uova intere (9 uova – 11/13 uova)
  • 1 cipolla medio piccola (1 cipolla media – 1 cipolla grande)
  • olio extra vergine d’oliva
  • sale
  • ingredienti opzionali da me aggiunti: pepe di Sichuan, pomodori essiccati, menta piperita essiccata (se l’avete fresca meglio)

Sbucciare e lavare le patate  e tagliare in maniera irregolare in modo che vi siano parti un po’ più grandi e altre più sottile che durante la cottura diventano dorate e croccanti. Per un migliore risultato si consiglia di lasciare in ammollo le patate in acqua fredda per almeno mezz’ora e di asciugarle brevemente prima di farle cuocere.

Prendere la padella della dimensione scelta e versarvi l’olio in modo che il fondo risulti abbondantemente ricoperto e cominciare a friggere le patate. Non vanno mai perse di vista e spesso vanno girate in modo che cuociono uniformemente. Dopo circa 5 minuti, aggiungere la cipolla tagliata sottile e i pomodori secchi e continuare la cottura. Se trovate pomodori molto secchi è consigliabile ammollarli un poco prima di tagliarli a striscioline sottili.

In una ciotola, rompere le uova e aggiungere il sale e le spezie scelte. Ne vedete di due diversi tipi perché quattro sono delle mie galline, le altre comprate bio… Il pepe di Sichuan l’ho schiacciato e le foglioline di menta, essendo le mie essiccate dell’anno scorso, le ho fatte rinvenire in acqua calda e strizzate bene prima di tritarle grossolanamente.

Aggiungere alle uova le verdure cotte e versare il tutto nella padella utilizzata in precedenza. Fare cuocere molto bene da un lato e, con l’aiuto di un coperchio o di un piatto sufficientemente grandi per coprire la padella, girare la tortilla e farla ri-scivolare nella padella stessa e terminare la cottura anche dall’altro lato.

La tortilla è una frittata di spessore, in tutti i sensi, e quindi occorre stare attenti alla cottura. Infatti, per farla cuocere bene anche all’interno, pur mantenendo una certa umidità, si consiglia di usare il fuoco non molto alto e prolungare la cottura in modo che dentro risulti morbida e fuori croccante e gustosa.

Se la preparate per una serata estiva è buona accompagnata da una bella insalata mista…se, invece, come da queste parti, la primavera si fa ancora alquanto attendere avevo deciso di accompagnarla a dei topinambur saltati, salsa guacamole e piccoli panini arabi fatti in casa con lievito madre tipo li.co.li., ma dato che oggi  “santa natura” ci ha dato ancora un bel 20 cm di neve (… e non smette!!)  ho usato gli ingredienti che avevo in casa e ho quindi fatto i panini, ma come verdure ho optato per un crauto rosso saltato in padella, tagliato finemente, con agro di umeboshi che io adoro perché non solo, come l’aceto, toglie parte dell’odore dei cavoli, ma da sapidità senza usare ulteriore sale, e un dahl di fagioli mung, ottimi per togliere umidità-calore (quindi acne, infiammazioni di vario genere, catarro, hanno effetto drenante), ma leggeri molto più di qualsiasi altro legume.

P.S. : quando do indicazioni su un alimento, è specifico dell’alimento stesso, non di tutte le preparazioni presenti nel post. Naturalmente, una zuppa di mung rimane un piatto medicato fine a se stesso…non è che può essere usato come “cura” per digerire il tutto! Non l’ho mai specificato, ma deve essere chiaro a tutti quello che mi leggono 😉

Dahl di fagioli mung decorticati:

  • 180 g di fagioli mung decorticati (non occorre ammollo)
  • 1 carota
  • 1 cipolla piccola
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero grattugiato
  • 1/4 cucchiaino di noce moscata
  • peperoncino o fresco o in polvere a piacere
  • brodo vegetale q.b.

In un tegame fare rosolare la cipolla e l’aglio. Per un sapore più intenso l’aglio può essere tritato e lasciato quindi insieme agli altri ingredienti, oppure una volta rosolato può essere tolto per non farlo risultare troppo forte. Aggiungere la carota tagliata a dadini piccoli e farla rosolare. Aggiungere le spezie e i mung sciacquati e il brodo caldo fino a coprire il tutto. Lasciare stufare a fuoco lento finché i legumi non saranno ben cotti. Il composto deve risultare cremoso.

La perfezione? Questa: prendete uno dei panini arabi, tagliatelo in due, spalmatelo di dahl, distribuite un po’ di crauto cotto e fette abbondanti di tortilla 😉

 

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Ecco invece la versione molto poco tradizionale della tortilla. Ho voluto cimentarmi in una ricetta non certo usuale, ma queste sfide sono sempre stimolanti e debbo dire che il risultato mi è proprio piaciuto.

CESTINI  DI CIOCCOLATO CON FRITTATINA DOLCE E MOUSSE DI PATATE AL CIOCCOLATO BIANCO

Per i cestini di cioccolato:

  • cioccolato fondente sciolto a bagnomaria

occorrono:

  • ciotole in vetro o metallo della dimensione preferita (in foto 11 cm)
  • carta di alluminio
  • sac a poche

Rivestire le ciotole con la carta di alluminio in modo che rimanga ben aderente e poco grinzosa, partendo dal fondo e chiudendo i lembi verso il centro interno della ciotola e porle in freezer per un paio di ore.

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e metterlo in una sac a poche, non occorrono beccucci.

Prendere le ciotole, rovesciarle, e cominciare e distribuire il cioccolato in maniera casuale o a ricamo a secondo delle proprie capacità. Riporre le ciotole ancora in freezer finché il cioccolato non sarà ben rassodato. Togliere delicatamente la carta di alluminio.

Per la frittata dolce:

  • 3 uova intere
  • 1 cucchiaino di zucchero a velo
  • zeste di un arancio grattugiato
  • un pizzico di vaniglia Boubon in polvere
  • 25 g di burro per la cottura
  • marmellata di pesche (io di rosa canina home made) diluita con un cucchiaio di liquore tipo Amaretto

Sbattere leggermente le uova in una ciotola aggiungendo lo zucchero a velo e la scorza dell’arancia. In una piccola padella, tipo da pancake,fare sciogliere il burro in modo da ungere completamente il fondo e versare tanto impasto quanto necessario per creare delle frittatine non molto spesse. Fare cuocere bene prima di girare, ma facendo attenzione che non si asciughino troppo. Poco prima di comporre il piatto, spalmare un sottile strato di marmellata sulle frittatine.

Mousse di patate al cioccolato bianco:

  • 100 g di patate pelate
  • 200 g cioccolato bianco
  • 100 g di latte o di panna
  • 4 o 5 amaretti secchi
  • 2 cucchiai di arance candite

Fare lessare le patate fino a che non saranno ben cotte. Scolarle e pelarle con molta cura, passarle con il passapatate e farle raffreddare. In un tegame fare sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria con il latte o la panna, come per preparare una ganache. Quando il cioccolato sarà completamente sciolto unire i canditi triturati finemente e gli amaretti sbriciolati. Unire anche le patate e mescolare con una frusta in modo da ottenere un composto spumoso.

Fare raffreddare completamente e montare ancora con le fruste.

Comporre il piatto rivestendo le coppette di cioccolato con una frittatina e riempendo con la mousse. Decorare con canditi, amaretti, cacao amaro a piacere.

Un dessert decisamente insolito… una tortilla che nessuno si aspetta… ma il risultato è veramente buono!

 

 

9 Comments
  • acquaiva
    aprile 12, 2018

    la mousse dolce di patate mi stuzzica parecchio, ma la foto di quel panino…

    • Elena
      aprile 13, 2018

      Grazie la mousse è stata una sorpresa.. se tenuta al freddo sembra quasi un gelato che non si scioglie… Il panino..beh, non c’è niente di più buono che un panino con la frittata

  • Sonia
    aprile 15, 2018

    Complimenti Elena!! Le due versioni di tortilla non solo sono realizzate alla perfezione, ma hanno entrambe un senso di completezza che le rende invitanti già solo a vederle in queste belle foto. Brava!!

    • Elena
      aprile 15, 2018

      Grazie Sonia 🙂

  • Anna Laura Mattesini
    aprile 20, 2018

    La mousse di patate è assai intrigante, sai?

  • alessandra
    aprile 22, 2018

    parto dal Dahl perchè questa ricetta non è corretta. Mi permetto di dirtelo solo in relazione ai tuoi studi, visto che le proprietà dei singoli ingredienti vengono esaltate da determinate cotture e soprattutto, nel caso specifico della cucina indiana, dalle spezie. Ogni ricetta parte da una sua miscela di base, a cui poi si aggiungono altre spezie singole, a seconda dei gusti o del bilanciamento del piatto. Il soffritto di aglio, cipolla e spesso anche zenzero è un passaggio fondamentale e l’aglio, che ha un sapore diverso dal nostro, molto più dolce, è usato in abbondanza, proprio per le sue proprietà terapeutiche. Ti consiglio di comprare nei negozi etnici l’aglio tritato (lo vendono anche già mischiato con lo zenzero, per le preparazioni che lo richiedono), per il semplice motivo che con il nostro aglio non viene praticamente nulla 😉 le spezie vanno fatte cuocere a lungo, tant’è che si inseriscono da subito, dopo il soffritto, se in miscela, spesso dopo la tostatura da parte se da sole. Lo zenzero va sempre all’inizio, se fresco. Il discorso è infinito e non posso certo esaurirlo qui: ma è tutto questo “contorno” che rende questi piatti salutari: altrimenti, sono ottimi stufati di legumi, ma nulla di più. Ti cerco qualche libro e te lo segnalo, ok? 🙂

    • Elena
      aprile 22, 2018

      Posso accettare qualsiasi consiglio, e i libri sono sempre più che ben accetti, ma non capisco l’errore. A parte che il dahl di fagioli mung è più un piatto medicato cinese ed è proprio più una zuppa che un vero dahl, e comunque ho messo le spezie all’inizio quindi sono cotte molto. Le mie ricette non erano intese come “svuota frigo” , ma adattate a ciò che potevo reperire dove vivo e a quello che avevo in casa e, date le intemperie che spesso e volentieri ci tarpano le ali, in casa io ho parecchie cibarie, anche etniche di cui faccio scorta quando vado a Milano, naturalmente secondo il mio gusto personale. Vivo in Italia, posso prendere solo suggerimenti dall’oriente, ma non replicare le loro ricette. Per la salute quasi tutti questi alimenti vanno mangiati separatamente e in più volte, ma se vogliamo stare sulla salute non avrei dovuto neppure fare una frittata con 9 uova e quindi neppure partecipare alla sfida 😉

  • alessandra
    aprile 22, 2018

    La tortilla classica è fatta bene e il panino con la tortilla è una gran bella idea, anche perché rispecchia fedelmente una delle destinazioni più tradizionali di questo piatto. Apprezzo anche l’operazione svuota frigo anche se, come ti dicevo, non riesco a vederla bene con il Dahl, vista la compresenza di due piatti strutturati e ricchissimi di carboidrati. Considera anche che le spezie si sentono molto e il pepe di Sichuan stride un po’ con la miscela del Dahl.
    Invece, per quanto riguarda la versione creativa, il colpo di genio c’è ed è nella mousse di patate al cioccolato bianco. Personalmente, avrei ridotto gli ingredienti, limitandomi alla crepe e agli aromi: via cioccolato e amaretto, intendo dire, che portano un po’ fuori strada. Ma hai osato in modo coraggioso, per cui brava!

    • Elena
      aprile 22, 2018

      Il pepe di Sichuan ha una nota agrumata (di limone) che ben si accompagna a molti piatti… conta che io non tollero il pepe classico, ma questo si, proprio perché usandone con moderazione da questa nota fresca molto piacevole senza stridere con nulla…soprattutto “alleggerisce” molto le proteine animali di qualsiasi genere.
      Per quanto riguarda i cestini, soprattutto quelli di cioccolato, servivano più da sostegno a tutto il resto e gli amaretti….beh, i golosi ci sono, le esagerazioni anche e di ben altro livello…

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