Il brodetto a modo mio – Mtchallenge #55

Dopo aver visto la sfida lanciata da Annamaria Pellegrino del blog La cucina di QB, ‘il Brodetto dell’Adriatico, lo ammetto, ho tirato un sospiro di sollievo… è  stata clemente con chi, come me, ancora è  molto indietro 😉

Però… c’è  sempre un però… io devo essere sempre quella particolare… e già,  e chi me lo da fare di essere un pochino uniforme agli altri??? Io, mezzosangue cesenate, non ho MAI cucinato il brodetto… non per mancanza di voglia o che, ma perché  non l’ho mai amato (odiato mi sembrava un po’ forte, ma più si avvicina di più ai miei veri sentimenti).

Per anni, dopo lo choc subito all’asilo con la pastina a stelline e un fantomatico brodo non ben definito, ma sicuramente con un odore che non ho dimenticato per molti anni, le cose brodose, non le ho mangiate per un bel po’…

Tanto meno in Romagna, dove mia nonna e mia zia facevano favolosi tortellini, ma con un brodo con aloni di grasso in superficie, che il solo pensarlo, ancora oggi, mi fa orrore!!

Ma il tempo è passato, sono cresciuta… uhm… ammettiamo l’inevitabile: sono invecchiata… ora zuppe, minestre e affini sono il mio pane quotidiano,  ma tutte tendenzialmente  vegetariane, quindi … ulteriore problema.

Ora, studiando MTC (medicina tradizionale cinese) so che il pesce è  comunque un buon alimento, utile e sufficientemente digeribile per poterlo mangiare anche alla sera… quindi mi son detta: Elena,  anche ‘sta volta, non farai nulla di eclatante, ma tieniti il jolly per quando non potrai cucinare per altri impegni, sta volta ce la puoi fare, quindi buttati… prima di tutto in pescheria 😉 rammentando le passeggiate al porto di Cesenatico, ma anche il favoloso mercato di Chioggia…entrambi luoghi della mia infanzia.

Sabato mattina, per fortuna, ci sono i ragazzi giovani al banco e quando è  venuto il mio turno, il ragazzo che doveva servirmi, mi ha visto subito titubante… posso aiutarla? È  stata la sua timida domanda. Io mi avvicino al banco e gli dico: dovrei fare il brodetto… per un challenge… e lui mi ha sorriso e ha esclamato: ahhhhhhh,  una sfida? Bene, l’aiuto io…

sssshhhhhhh. … cosa gridiiiiii? Siamo mica al mercato a Rialto, altro posto tanto caro la mio cuore…. magariiiii, penso io nel frattempo… adoro quel posto…. e mi manca tantissimo. … ma mi devo accontentare della favolosa pescheria sotto casa, e sono già  molto fortunata cosí!

Tante volte mi son sentita guardare con sufficienza: perchè  andare lì,  che il pesce è  caro,  piuttosto che al supermercato? Ecco, in quei frangenti vorrei avere un salmone di almeno 6 o 7 kg in mano per sbatterlo in faccia a chi si pone la questione. .. perché? ??? Perché  ho provato la differenza, e c’è un abisso tra il prodotto della grande distribuzione e la qualità.  E noi, food blogger lo abbiamo visto più  volte nei blog tour, sappiamo riconoscere la qualità,  quindi non prendiamoci in giro. A parte che chi mi dice che al super il pesce è  poco caro prende una salmonata diretta nei denti…. se è  di buon  livello ha il suo prezzo anche lì… e diciamocelo!!!

Comunque, torniamo alla mia spesa. Avevo anche un altro problema, non cucinare una quantità mostruosa che mi avrebbe portato a mangiare pesce per una settimana, perchè, oltre tutto, me lo dovevo mangiare da sola…e in cucina sono da evitare il più possibile gli sprechi.

Quindi : 2 canocchie,  due gamberoni, una gallinella, due pezzetti di tonno, una manciata di seppioline, qualche cozza e…. si, e  per il brodo? Arriva in aiuto il mio baldo pesciaio,  che ormai mi aveva adottato come vecchia zia un po’ rinco. .. Ci penso io, mi dice… e arriva con un cartoccio con dentro un rombo, senza più  i filetti, e un paio di teste e lische di branzino…

Ma chi diavolo è che compra i filetti di rombo??? Mah

La fortuna di andare in una pescheria così è  che passano la maggior parte della giornata a sfilettare,  e come una volta si andava dal macellaio a prendere le ossa per fare il brodo, qua si può fare lo stesso….

Posso dirlo? Questa cosa mi piace un sacco e penso che grazie a questa sfida, avrò  molto meno timore di questa ricetta e la farò  più  spesso, anche perché , alla fine, me la sono goduta parecchio.

La mia non è una ricetta eccezionale, non ha nessuna particolarità… però è un ottimo brodetto, fatto con ottime materie prime che mi ha insegnato due cose fondamentali: a fare il brodo di pesce, mai fatto prima… e che è proprio vero che per cucinare il pesce occorre solo un pizzico di fantasia e ben pochi minuti, quindi perché perdersi tale piacere comprando piatti pronti o surgelati?

Ah, dimenticavo… anni fa, durante un corso di cucina in un noto ristorante della Brianza, non avevo comprato lo chinoise… dannata me… sarebbe stato molto utile…correrò ai ripari.

Passando al lato pratico: ecco la ricetta per un brodetto per due persone circa:

PER IL BRODO DI PESCE (FUMETTO)

  • 1 zucchina
  • 1 finocchio
  • 1 pezzo abbastanza grosso di radice di zenzero
  • sale
  • peperoncino e zenzero in polvere
  • acqua q.b.
  • Scarti di pesce per il brodo

PER LA ZUPPA

  • 2 canocchie
  • 2 gamberoni
  • 2 filetti di tonno non troppo grandi
  • 150 g di seppioline
  • 1 gallinella medio piccola
  • una manciata di cozze
  • 3 carote
  • 4 pomodori secchi
  • sale
  • peperoncino e zenzero in polvere
  • erbasalvia
  • olio extra vergine d’oliva
  • acqua q.b.
  • 2 cucchiai di concetrato di pomodoro

POLENTA BIANCA (vi do le dosi da pacchetto)

  • 500 g di farina di mais bianco
  • 2 lt d’acqua calda
  • 1 cucchiaio di sale

La preparazione più lunga è il brodo… lunga si fa per dire, perchè non dovendo sfilettare neppure il pesce è stato anche molto semplice….ben inteso: io so sfilettare il pesce: una volta il figlio di una mia amica mi ha fatto avere 12 trote appena pescate.

Dopo il primo attimo di smarrimento le ho eviscerate e sfilettate tutte e ho preparato una teglia al forno fantastica… 🙂

Ma in questo caso, dovendo fare porzione ridotta, sarebbe stato un po’ un eccessivo.

Ho pelato e tagliato a pezzettoni una carota, un finocchio, una zucchina e 2 cm abbondanti di radice di zenzero. Ho aggiunto gli scarti dei pesci, acqua, spezie  e ho messo a cuocere a fuoco lento  con coperchio per almeno un’ora.

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Nel fratettempo ho pulito il pesce per la zuppa, eviscendando la gallinella, togliendo la cartilagine alle seppioline, il filettino scuro ai gamberi e ho fatto aprire le cozze per toglierle dal guscio. Di queste ultime ne ho usato proprio solo una manciatina, perchè come vi avevo già accennato in un precedente posto, non è che siano la mia passione e il dover togliere tutta la ‘barba’ (il bisso) dai gusci, mi fa un po’ senso.

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Ho preparato, poi,  2 carote grattugiate e i pomodori secchi tagliati a listerelle sottili per fare il soffritto con due cucchiai abbondanti di olio e qualche fogliolina di erbasalvia .

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Chi mi segue sa che in casa non posso usare nè aglio nè cipolla altrimenti mi uccidono…ma devo ammetterlo,  forse è stato anche meglio, perchè alla fine, la ricetta è risultata saporita dal buon pesce e dal fumetto, senza essere assolutamente pesante.

Nel frattempo ho messo a cuocere anche la polenta bianca. Ho portato a bollore l’acqua salata e ho aggiunto la farina a pioggia rimestando in continuazione, per non formare i grumi. Ho coperto e lasciato cuocere per almeno un’ora a fuoco basso.

Quando ho sentito, dopo circa un’ora, che il brodo ha cominciato a prendere un buon profumo, l’ho filtrato attraverso un colino.

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Con questo tipo di colino è stato un po’ complicato pressare gli ingredienti per farne uscire tutti i succhi, sarebbe stato molto più pratico e professionale usare chinoise.

Il pesce era talmente fresco che non c’è stato bisogno di schiumare, ma per sicurezza, ho rimesso sul fuoco il fumetto per ancora una decina di minuti…ma di schiuma niente 🙂

Ho ripreso il soffritto e ho cominciato a far rosolare la gallinella. Pensavo fosse più ‘legnosa’ invece tutto il pesce che ho preso è cotto in veramente pochi minuti.

Ho aggiunto tutti gli altri pesci, il concentrato di pomodoro, le spezie e il brodo .

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Ho fatto restringere il tutto a fuoco vivo e mi sono servita questa meravigliosa zuppa con due belle fette di polenta abbrustolita sulla piastra … ci sarebbe voluto un bicchiere di buon vino bianco, ma Elenaaaaa , sei praticamente astemia, ricordatelo 😉

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Con questa ricetta partecipo alla sfida #55 di MTchallenge

mtc 55

1 Comment
  • Antonella
    marzo 18, 2016

    Io al contrario di te ho sempre amato brodi e pastine….che??? Ero già vecchia??!! Ahahah. Complimenti per questa tua gustosa ricetta!

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