Gianduiotti al fondente

A metà dell’800, Isidore Caffarel fece società con un altro grande produttore dolciario di zona, Michel Prochet, che per affrontare il periodo difficoltoso senza nulla togliere ai golosi del tempo, propose una collaborazione con i produttori della Nocciola tonda Gentile di Alba…mai connubio fu così azzeccato…. penso che non possa esistere al mondo chi non ama il matrimonio perfetto di cioccolato e nocciole 🙂

La piccola forma simile ad una barca rovesciata e che in un primo momento venne chiamata “givò” che in dialetto piemontese vuole dire “mozzicone di sigaro” , doveva però essere fatta conoscere alla popolazione e la ghiotta occasione si presentò con il Carnevale del 1865 a Torino e il lancio del cioccolatino da parte della maschera Gianduja. La maschera rappresenta un gentiluomo allegro e gaudente, molto attivo nella vita di città, ma anche capace di fare opere di bene e che si presentava sempre portando in testa un tricorno, la cui ala ricorda, nella forma, proprio quella del cioccolatino.

Fu così che il “givò” divenne Gianduiotto e veniva distribuito singolarmente, non in scatole, rivestito da un invitante carta dorata.

Insomma, sembra proprio che per queste delizie dobbiamo ringraziare il Blocco Continentale di Napoleone e citandolo possiamo proprio dire che “L’abilità non serve a molto senza l’opportunità”.

Veniamo però alla ricetta. Io ho voluto partire da quella più ‘in purezza’ …non so se proprio quella originale, ma diciamocelo, mai e poi mai il prodotto fatto in casa potrà eguagliare il prodotto industriale…

Prometto che qualche giorno vado a Torino e mi fiondo in qualche cioccolateria… così giusto per la curiosità, mica per altro 😉 della serie: stiamo lavorando per voi… e questi ‘sacrifici’ si fanno più che volentieri.

La ricetta base è:

  • 100 g di cioccolato fondente
  • 50 g di pasta di nocciole

N.B. più utilizzate cioccolato con bassa percentuale di grassi , più il gianduiotto risulterà ‘asciutto’ al palato.

La mia ricetta personale per circa 40 cioccolatini è:

  • 300 g di cioccolato fondente al 78% di Icam
  • 20 g di burro di cacao
  • 150 g di nocciole
  • 25 g di zucchero a velo

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A bagnomaria ho fatto sciogliere il burro di cacao e il cioccolato. Teoricamente non necessita il temperaggio, in quanto il gianduiotto non rimane lucido per l’aggiunta della pasta di nocciole. Comunque è buona norma fare fondere il cioccolato sempre a temperature che non superano mai i 45/50°.

In un tegame ho fatto tostare le nocciole che poi ho messo in un frullatore e ho macinato fino ad ottenere una pasta semiliquida a cui ho aggiunto lo zucchero a velo. Lo zucchero è opzionale, ma avevo paura che il tutto venisse troppo ‘amaro’ . Occorre fare tostare molto bene le nocciole, in modo da far sprigionare quanti più oli possibili.

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Ho unito i due composti

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…e dopo aver mescolato molto bene ho versato negli stampi.

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Ho lasciato raffreddare a temperatura ambiente fintanto che si sono rappresi… non saranno venuti ‘burrosi’ come i prodotti industriali, ma vi garantisco che quando si ha voglia di una coccola al cioccolato o una sferzata di energia, questo è veramente il massimo.

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