Afternoon tea, o tè del pomeriggio, a modo mio per #71 Mtchallenge

Questo mese, per Mtchallenge seguiamo l’antica tradizione inglese dell’ Afternoon Tea, o tè del pomeriggio, letto in italiano, a cui ci ha avvicinato Valeria Caracciolo, dal blog Murzillo Saporito vincitrice nel mese di febbraio con la prova dell’affumicatura.

Devo essere sincera, il tè alle 17 non lo bevo e, purtroppo, da un po’ di anni, mi sono dovuta dimenticare del mio adorato darjeeling. Il te nero non lo reggo più, o meglio, il mio stomaco non lo regge più… ma io bevo tè di altro genere. Generalmente me ne faccio circa 1,5 lt al giorno tenendolo in un thermos, perché deve essere caldo.

Per questa occasione vi voglio far conoscere un tè particolare, una miscela di foglie Moringa e fiori di Crisantemo cinese… Ha un sapore fresco, disseta, non allappa ed è l’ideale per tutte le ore del giorno perché completamente privo di teina.

La Moringa oleifera è chiamata anche “l’albero miracoloso” ed ha un infinito elenco di proprietà benefiche: vi basti sapere che ha 8 volte il potassio contenuto nelle banane, ma non appesantisce ed è un toccasana per la digestione al contrario di queste ultime 😉

Il Crisantemo cinese invece per l’occidente ha proprietà antibatteriche e antivirali, ha anche utilità in caso di ansia. In medicina cinese si usa più o meno per le stesse cose, in più si dice che sia ottimo come decongestionante per gli occhi, molto più che la classica camomilla con cui si fanno gli impacchi, a cui si può essere però allergici, cosa che non capita con il crisantemo. I fiori ben aperti dopo l’infusione possono essere messi direttamente sugli occhi chiusi come impacco.

Unite, queste due erbe creano un tè particolare, alcuni potrebbero dire che è leggermente amarognolo, ma se il crisantemo può dare questa sensazione, la freschezza della moringa lo equilibra alla perfezione.

Io uso una teiera in ghisa per fare qualsiasi tipo di tè. Dopo averne provate tante e avere un palato abbastanza fine in merito, percepisco molto la differenza di quando faccio scaldare l’acqua nella mia teiera oppure in un recipiente di metallo, e a differenza della ceramica, mantiene il calore molto più a lungo quindi è perfetta anche nel caso in cui si debba seguire il rituale del tè delle cinque, in compagnia delle amiche del cuore!

Faccio scaldare l’acqua direttamente nella teiera (circa 1,2 lt) e appena raggiunto la temperatura pre-bollore, immergo il filtro con le erbe (un cucchiaio di entrambe). Lascio in infusione per 7/8 minuti e degusto il mio tè. A me piace molto anche ai pasti, quindi mi è sembrato perfetto per accompagnare i buns e i biscotti al limone.

Avrei potuto osare con questa: la Camellia Sinensis o pianta del Tè regalatami tempo fa dalla mia cara amica Antonella, ma ancora non ho preso coraggio 😉

BUNS AL SESAMO CON LIEVITO MADRE TIPO LI.CO.LI

  • 30 g Li.Co.Li prelevato dal frigorifero e rinfrescato per un paio di volte
  • 150 g di latte (tiepido se si è in inverno)
  • 100 g di acqua tiepida
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 30 g di burro bavarese ammorbidito
  • 1 uovo intero di taglia media
  • 350 g di farina di media forza
  • 250 g di farina di tipo 2
  • 35 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di sciroppo di malto d’orzo
  • 1 cucchiaino abbondante di lecitina di soia
  • 8 d di sale

Il procedimento sembra lungo, ma chi usa il lievito madre sa che sono più i tempi d’attesa che altro, non c’è nulla di difficile.

La mattina creare un lievitino con 30 g di Li.Co.Li con 70 g di acqua e 70 g della farina previste. Lasciare riposare in un luogo tiepido e controllare la lievitazione in modo di cominciare l’impasto prima che collassi, ma anche dovesse capitare non succede niente di trascendentale. Se il lievito è forte a sufficienza, funziona comunque.

Nel frattempo, mettere i 30 g di acqua rimasti e 20 g di latte in un piccolo tegame e farla intiepidire. sciogliervi il malto e la lecitina e lasciare raffreddare completamente. In questo “intruglio” va stemperato il lievito prima di procedere all’impasto.

Per fare un impasto ancora più soffice ho deciso di usare anche il metodo del water roux facendo scaldare il rimanente latte e unendovi 20 g di farina prelevandola dal totale. Fare cuocere fino a che si crea una sorta di besciamella. Lasciare completamente raffreddare e unirla al lievito.

Mettere tutto in planetraria e aggiungere l’uovo e lo zucchero e cominciare a far girare il gancio. Unire la farina e a poco alla volta il burro ammorbidito. Lavorare l’impasto fino ad incordatura. A questo punto aggiungere l’olio a filo facendo attenzione a non perdere l’incordatura e lavorare fino a d ottenere un impasto liscio, vellutato al tatto e molto elastico.

Porlo in una terrina e coprirlo con pellicola e lasciarlo lievitare fino al raddoppio. Io in casa ho la temperatura bassa quindi lascio lievitare tutta notte a t.a. La mattina riprendere l’impasto e fare un paio di giri di pieghe al centro. Lasciare riposare ancora un’oretta e procedere con la pezzatura. Pesare tutto l’impasto e dividerlo in maniera omogenea. Io ho fatto pezzature da 60 g che in cottura sono diventati circa 50.

Distribuire le palline su una placca rivestita da carta da forno, opportunamente distanziate. Io ho fatto un passaggio in frigorifero ancora per tutta la notte e al mattino ho fatto acclimatare e lievitare fino al raddoppio.

Spennellare i panini con uovo leggermente sbattuto e distribuire i semi di sesamo (chiari e neri). Infornare a 180/190° per circa 10/15 minuti. Lasciare raffreddare su una gratella.

Il profumo del burro e del pane tra il dolce e il salato è una cosa semplicemente divina!

CHUTNEY DI MANGO

  • 50 grammi cipolla bianca
  • 1 o 2 peperoncini freschi
  • 1/2 cucchiaino di aglio in polvere 
  • 20 grammi senape di Digione
  • 1 cucchiaino di 5 spezie (cannella, anice stellato, finocchio, zenzero e pepe di Sichuan) 
  • 1 cucchiaino zenzero
  • 1 cucchiaino curcuma
  • 1 pizzico sale
  • 300 grammi mango fresco
  • 50 grammi zucchero di canna 
  • 100 grammi aceto di mele 

Pelare e tagliare il mango a tocchetti. Metterlo in una ciotola  e lasciarlo riposare per circa un paio d’ore.

Passato questo tempo, tagliate la cipolla a fette e unire tutte le spezie in un tegame (ricordarsi di togliere i semi dai peperoncini…i miei sono autoctoni di una pianta miracolosa che vive dall’anno scorso in casa e ora ricomincia anche a fare i fiori). Cuocere il tutto per circa 10 minuti con due cucchiai d’acqua. Quando l’acqua è completamente asciugata e la cipolla ammorbidita, unire il sale e un cucchiaio di aceto e frullare con un mixer ad immersione fino ad ottenere una pasta.

Unire il resto dell’aceto e lo zucchero e proseguire la cottura per altri 5 minuti circa.

Unire il mango a pezzetti con l’eventuale liquido che ha creato durante il riposo e fare stufare per circa 15 minuti, finché non diventa una crema. Il mango non necessità che si disfi completamente, ma deve essere comunque molto morbido e i tempi di cottura dipendono molto dal grado di maturazione del frutto.

Il rischio più grande? Mangiare tutto il mango prima di cuocerlo… perché è così buono???

Il Chutney può essere conservato in un vasetto sterilizzato proprio come se fosse una confettura. E’ ottimo con le carni, ma anche con il pesce e le patate lessate… ma se lo provate su del pane appena sfornato, non vi garantisco riusciate a conservarlo per molto 😉

CORONATION CHICKEN

  • 250 g di petto di pollo
  • 35 g di yogurt greco naturale
  • 50 g di chutney di mango
  • 1,5 cucchiaini di curry in polvere
  • 25 g di uvetta sultanina
  • 1 mela piccola
  • 30 g di maionese
  • 20 g di mandorle a lamelle

Preparare questa salsa, insalata di pollo o chiamiamola come vogliamo, è davvero molto semplice. Unico mio problema, abitando in posto sperduto ad alta quota, è trovare tutti gli ingredienti, tra cui il chutney di mango, ma ho risolto facilmente: l’ho fatto da sola. La fortuna è stata trovare un mango in un negozio che più che di alimentari ha i costi di una gioielleria, ma fa nulla…cosa non si fa per l’Mtchallenge!!

In una ciotolina, mescolare la maionese con il curry, lo yogurt greco e il chutney di mango. Unire la mele e, se vi è avanzato, anche un po’ di mango fresco, tagliati a cubetti abbastanza piccoli con l’uvetta e le mandorle a lamelle.

Aggiungere, per ultimo, il petto di pollo che potete scegliere se grigliare o lessare, tagliato a striscioline e amalgamare tutto molto bene.

Coprire la ciotola e lasciare riposare in frigorifero anche tutta la notte in modo che le spezie e tutti gli aromi si amalgamino alla perfezione.

Farcire i buns con delle foglie di insalata lavate ma non condite e un abbondante cucchiaio di questa salsa. Dire che è una cosa divina è dire poco… altro che aplomb inglese. Davanti ad un vassoio di questi panini soffici e gustosissimi ci si dimentica di tutto, ma soprattutto la moderazione!!!

Alcuni buns li ho farciti anche con una crema di yogurt composta da:

  • 200 g di yogurt greco
  • 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di erbe fresche triturate (erba cipollina, timo, rosmarino, erba salvia…)
  • sale q.b.
  • lemongrass o pepe di Sichuan macinato

con del salmone affumicato (comprato!!) e dei cetrioli in salamoia.

Se la salsa allo yogurt la volete più densa e consistente, come una mousse, vi do un suggerimento: unite un mezzo cucchiaino di baobab in polvere. Io lo uso come integratore al mattino, da energia, ma da anche una consistenza incredibile a queste creme a freddo.

LEMON MELTAWAYS (biscotti al burro e limone)

  • 300 g di farina
  • 20 g di amido di mais
  • 200 g di burro a temperatura ambiente
  • 130 g di zucchero a velo
  • buccia grattugiata di 2 limoni non trattati
  • 1 pizzico di lemongrass in polvere
  • 3 cucchiai di succo di limone
  • 1/2 stecca di vaniglia
  • un pizzico di sale

Iniziare la preparazione dei Lemon Meltaways mescolando il burro ammorbidito con lo zucchero a velo. Non ho usato fruste, semplicemente con una forchetta, in modo che lo zucchero a velo non andasse ovunque. Aggiungere le bucce e il succo di limone, i semi della vaniglia e il lemongrass, e per ultimo unire il sale.

Setacciare insieme la farina con l’amido di mais, incorporarli al burro e lavorare per 5 minuti circa fino ad ottenere un impasto omogeneo, chiaro e compatto.

Dividere l’impasto in due parti. Modellare due tronchetti a sezione quadrata di circa 3/4 cm di lato, avvolgerli nella carta di alluminio o nella pellicola trasparente e porli in freezer per 1 ora e mezza circa.

Tagliare i tronchetti a 1 cm circa di spessore, poi adagiarli sulla placca foderata con carta da forno e infornate a 180° per 12 minuti. Dovranno rimanere abbastanza chiari e diventare dorati sui bordi. Se non si ha tempo di cuocere subito i biscotti, riporli in frigorifero nel ripiano più fresco.

Sfornare e lasciare raffreddare i biscotti per una decina di minuti, poi immergeteli nello zucchero a velo. Una tecnica per ricoprire i biscotti di zucchero a velo può essere quella di mettere lo zucchero ed i biscotti in un sacchetto da freezer e scuotere molto delicatamente fino a quando lo zucchero a velo non avrà ricoperto i biscotti completamente, oppure mettere lo zucchero in una ciotola e immergere i biscotti ad uno ad uno.

I Lemon Meltaways sono, di solito, dolci tipici di natale in Inghilterra, in quanto solitamente rotondi e cosparsi di zucchero a velo, assomigliano a dei fiocchi di neve. Ma essendo così “limonosi” pur ricchi di burro come molti dei dolci tipici anglofoni, sono freschi e piacevolissimi in tutte le stagioni…e poi, diciamocelo, qui nevica ancoraaaaaa!!! Io li ho fatti quadrati per contrastare il rotondo dei buns!

Preparare tutto l’occorrente per un buon te pomeridiano che funge da cena, non è sicuramente veloce, e mi chiedo se veramente c’è qualcuno, a Londra che lo faccia davvero tutti i giorni… ah già, ma lì vige, almeno in alcune dimore, il “ciao poveriiii” e avranno sicuramente la servitù che gli prepara tutte queste leccornie, ma che soprattutto gli lavi tutte le stoviglie!

Per noi “umani” però è sicuramente una soddisfazione: i sapori deliziosi, i soffici panini, il fare qualcosa di diverso è stato molto apprezzato anche dalla famiglia montanara e da me, nella mia ruvidità molto poco british (non che me ne dispiaccia, che sia chiaro).

Il rituale dell’ afternoon tea prevede una bella apparecchiatura, delle alzatine eleganti e un servizio da tè come si deve… ahahahah…scusate, ma non è proprio il mio stile. Il tè, come il caffè, lo bevo in grandi tazze di ceramica senza ricami, che io adoro e che contrastano in maniera meravigliosa con la ghisa della teiera. I buns sono lievitati parecchio e si che che erano palline di 3 cm… quindi sull’alzatina ce ne sono stati relativamente pochi (p.s. si mangiano in 4 o 5 bocconi anche perché sono talmente soffici che sono facilissimi da mangiare), i biscottini sono diventati in cottura dei biscottoni, ma anche questi apprezzati parecchio!

Ma questa tradizione riguarda anche il chiacchierare su un buon libro, su della musica, insomma è un incontro conviviale che vuole non essere banale.

Quindi nel mio stile un po’ ruvido, volevo comunque presentarvi un libro che sicuramente non è famosissimo, ma che a me è piaciuto molto: Il Cammino dell’Anima di Franco Bottalo. Parla di medicina tradizionale cinese, di come, in questa cultura, noi siamo un tutt’uno. Non siamo soltanto tanti pezzi di carne assemblati più o meno bene, e il nostro cervello non è solamente la nostra centralina neurologica, ma, nell’insieme, siamo delle emozioni, buone e cattive, e queste emozioni regolano e animano tutti i nostri organi vitali. Sta a noi riconoscerle e padroneggiarle, per stare meglio psicologicamente e per far funzionare il nostro corpo al meglio. Anche la cucina ci aiuta molto in questo, ma è un discorso molto lungo e decisamente complicato, ma estremamente affascinante e di afternoon tea ce ne vorrebbero parecchi 😉

…e volevo ringraziare anche Mtchallenge, perché stimola ad uscire dalla quotidianità in maniera alquanto originale 🙂

15 Comments
  • Silvia
    marzo 15, 2018

    Mi ha incuriosita parecchio questo tuo soatitutivo del tè! (del resto non parlo o mi viene fame)

    • Elena
      marzo 15, 2018

      Grazie 😉 se ti capita provalo. La Moringa io la prendo da un sito in Germania ,ma penso che la possa trovare anche in una buona e fornita erboristeria. Il crisantemo per ora l’ho preso dai cinesi a Milano, puoi trovarlo anche nelle farmacie cinesi. E’ un vero toccasana.

  • Alessia-MyIummy
    marzo 15, 2018

    Ripeto: una meraviglia… E proverò questo infuso, dato che il té a me non piace quasi per niente…!

    • Elena
      marzo 15, 2018

      Ancora grazie… io non vedo l’ora che arrivi mio marito per affondare i denti nei panini… 😉

  • Gabriella
    marzo 15, 2018

    Molto interessante il tuo The delle cinque 😉
    Bravissima, la prossima volta invita anche le amiche ciaoo

    • Elena
      marzo 15, 2018

      Se non ti spaventa venire nel paese più alto d’Italia, sei la benvenuta 😉

  • Antonella
    marzo 16, 2018

    Bellissimo come sempre. È un piacere leggere le tue ricette,guardare le foto e imparare sempre cose nuove. Mi intrigano le erbe che hai usato.
    Sono sempre nei tuoi pensieri,vedo….
    Un abbraccio e spero in un bis per quando verrò a trovarvi!
    Saluta lo spalmatore di neve!

    • Elena
      marzo 16, 2018

      Anto, ve li faccio di sicuro… non so perché, ma presumo che ‘qualcuno’ si innamorerà dei buns perdutamente… pensa che dopo 3 gg che li ho sfornati sono ancora sofficissimi e deliziosi 😉 sono un delirio… ho replicato l’afternoon tea stamattina alle 6… sarò malata?? MAHHHH

  • Valeria
    marzo 16, 2018

    Elena, il tuo té é equilibrato ed il tema é rispettato con un occhio alla tradizione inglese ma non senza la tua personalizzazione.
    Sai che non ho mai assaggiato il coronation chicken? Dovró proprio rimediare.
    Anche io mi faccio sempre il mango chutney perché preferisco dosare il mix di spezie in base al mio gusto e ti suggerisco di provarlo anche con i formaggi non molto stagionati.
    I lemon meltaways sono come una droga, non finirei mai di mangiarli.
    Il té che hai usato non lo conosco peró mi ricorda riti piú orientali che British, soprattutto con l’uso della teiera in ghisa che di solito qui non usano.
    L’apparecchiatura va bene, semplice ed essenziale 🙂

    • Elena
      marzo 16, 2018

      Valeria, il problema che anche i buns con la coronation chicken sono una droga… 😉 spaziali. Comunque provala perché è spettacolare, anche con dei crackers o con della semplice insalata. Grazie per avermi dato modo di approfondire questo argomento e trovarne la ricetta. I biscotti sono semplicemente meravigliosi, friabilissimi. Il tè che ho usato è certamente orientale, ma in fondo tutto il tè lo è 😉

  • fabiola
    marzo 22, 2018

    come ho già scritto in altri commenti io vi ammiro perchè con il salato io non ho saputo osare quindi complimenti doppi, bella proposta.
    un abbraccio

    • Elena
      marzo 23, 2018

      Guarda che non è nulla di che…anzi, forse sul salato è anche più facile, invece fare un dolce perfetto non è così semplice 😉

  • Mariella
    marzo 23, 2018

    Il mango chutney! Lo mangerei a cucchiaiate! E non che il resto sia da meno…

    • Elena
      marzo 23, 2018

      Grazie cara 🙂

  • Anna Laura Mattesini
    marzo 26, 2018

    I lemon meltaways da me sono diventati orange meltaways, e bergamotto, e mandarino. Li adoro! Per quel chutney di mango potrei uccidere…

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