Dolce tulipano veneziano #61 mtc

Con l’MTChallenge sto cucinando delle cose che mai, e poi mai, mi sarei sognata di fare altrimenti. Questo mese Susy May del blog Coscina di Pollo ci ha sfidati sul Tiramisù…una ricetta classica, che tutti fanno…tutti???? Io no… sempre rifiutata categoricamente… non per il tiramisù in sé, che ho fatto  più volte utilizzando solo la panna, ma perchè io aborro l’utilizzo delle uova crude e non so perchè, non so per come, tutti mi hanno sempre decantato questa cremina di mascarpone e uova…. Mascarpanone e uova???? MA  ANCHE NOOOOOO…

Per fortuna che almeno ci è stato dato il permesso di pastorizzare le uova… e diciamocelo, ho tirato un sospiro di sollievo… forse forse si poteva anche fare senza uova per intolleranti o situazioni particolari…ma io non sono una situazione particolare e così ho fatto il mio dovere 😉

Però lo confesso, il dolce risulta buonissimo, ma per me è stata come la prima volta che ho mangiato sushi… ci ho pensato parecchio prima di assaggiarlo.

Sta di fatto che fare una crema con tuorli, mascarpone e panna, per me, rimane un suicidio per il sistema milza-stomaco… perchè poi mica mangi solo quello…ehhhgiàààà… un buon tiramisù va a conclusione di un pasto luculliano di solito…e così io ho deciso di fare un vero pranzo della domenica di quelli seri, con una pasta abbastanza importante (tagliatelle ai mirtilli con funghi….niente panna e formaggi, ben inteso) e delle verdure ripiene (di sole verdure, uova e pan grattato…) e il gran dessert a conclusione…insomma, luculliano si, ma senza farsi proprio del male…eheheheh.

Ma non è finita qui, la Susy ha voluto dare quel tocco in più alla sfida, come sta capitando di frequente, e ci ha dato abbastanza libertà sulla ricetta a parte gli standard di base, ma dovevamo collegarla ad un tema …un film (trama, attori, situazioni) sexy…. ohhhhhh…ma insomma…e poi?

Mentre ho pensato alla ricetta ero in fase di abbandono del lavoro, della vita cittadina, della famiglia di origine, e in pieno trasloco in alta valle… pensare anche a qualcuno di sexy… insomma, non era proprio il momento, diciamocelo.

E poi, a parte rarissimi casi, come Sean Connery, piuttosto che Pierce Brosnan, io di attori belli e che mi abbiano ispirato sensualità, al cinema ne ho trovati veramente pochi…se parliamo di teatro invece… 😉 a 5 anni mi innamorai di Gabriele Lavia… beh… ho i miei gusti belli stranini lo ammetto.

Però ci sono film che sono sicuramente sensuali, non necessariamente legati al sesso o a dei sex symbol, ma danno proprio quel senso di sensualità… ti fanno piacere di essere donna. Uno fra tutti, per me (e ribadisco i miei gusti forse un po’ strani) è Pane e Tulipani, film che io ho adorato e sto riguardando ora scrivendo l’articolo. Sensuale da morire è lei, la protagonista, Licia Maglietta, sempre..in ogni situazione: ha un sorriso meraviglioso che la rende terribilmente sexy. Lui, Bruno Ganz, stupendo nel suo parlar forbito, nelle attenzioni con cui le prepara le colazioni…insomma io l’amore e la sensualità non riesco proprio a scinderli…quella sensazione che ti nasce da dentro e che esplode.

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Se poi ci mettiamo che il tutto è ambientato a Venezia, beh, lasciatemelo dire…non c’è nulla di meglio. Per quanto tempo ho sognato di essere a Venezia e di trovare un cartello davanti ad un fiorista con scritto: Cercasi aiutante…? Ma i sogni si realizzano in diversi modi, ed io, il mio sex simbol l’ho trovato e quando mi guarda dritto negli occhi con sguardo adorante mentre mi accarezza i capelli, beh, lì l’esplosione avviene proprio! 😉

Il mio tiramisù come si relaziona a tutto ciò? Diciamo che è un’unione di sapori abbastanza intensi: i savoiardi al cacao amaro, la ganache di cioccolato fondente con le nocciole a pezzetti, la crema al mascarpone, rigorosamente con tuorli pastorizzati, insaporita con una composta di lamponi al naturale, senza zuccheri aggiunti, che dona al dolce quella nota leggermente acidula che equilibra il tutto. La nota in più? Il caffè è stato insaporito con un buon rhum (Matusalem …lo Zacapa ancora non me lo sono concesso) , per creare morbidezza e forza contemporaneamente, oltre al connubio perfetto col cioccolato.

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SAVOIARDI AL CACAO AMARO

Per i savoiradi ho optato per la ricetta di Iginio Massari, con delle piccole modifiche. Mi si sono un po’ smontati in cottura, ma fare i savoiradi in casa regala al dolce quel certo non so che in più, che quelli comprati, anche se di buona qualità, non sanno dare, sicuramente.

  • 100 g di tuorli (circa 5)
  • 65 di zucchero bianco
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • 150 g di albumi (circa 5)
  • 60 g di zucchero bianco
  • 60 g di farina bianca
  • 50 g di farina di riso
  • un cucchiaio di zucchero semolato + 1 cucchiaio di zucchero a velo per la spolverata finale

In una ciotola montare i tuorli con 65 g di zucchero e incorporarvi 1/3 di albume montato a neve ben ferma con 60 g di zucchero, mescolando con una spatolina con movimenti dall’alto verso il basso in modo delicato, poi incorporare metà delle farine setacciate, incorporare un altro terzo di albumi e successivamente ancora la rimanenza delle farine, completando con l’albume rimasto.

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Il composto deve presentarsi soffice e leggero. Su un paio di leccarde rivestite con carta da forno, distribuire l’impasto a strisce da 8 cm circa con l’aiuto di una sac a poche con bocchetta liscia di almeno 1,5 cm di diametro, oppure, semplicemente tagliando la punta.Spolverizzare prima con lo zucchero bianco e poi con un poco di zucchero a velo.

Cuocere immediatamente a forno caldo a 210° con lo sportello leggermente aperto (aiutatevi con uno strofinaccio) in modo che non si crei vapore e i biscotti risultino asciutti e leggeri. Lasciare raffreddare su una gratella.

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Per la decorazione finale, ho fatto cuocere parte dell’impasto in uno stampo di silicone per crerae delle mezze boule… effetto assicurato.

GANACHE ALLE NOCCIOLE

  • 50 g di panna da montare
  • 75 g di cioccolato al latte con nocciole triturate
  • 75 g di cioccolato fondente

In un piccolo tegame in acciaio fare scaldare la panna e toglierla dal fuoco appena comincerà il bollore. Aggiugere i due cioccolati a scaglie e mescolare finchè non saranno ben sciolti e il composto bello lucido. Fare raffreddare leggermente, ma non del tutto, altrimenti si solidifica troppo a si avrebbero difficolta per distribuirlo sopra i savoiardi.

CREMA AL MASCARPONE CON LAMPONI

  • 4 tuorli
  • 110 g di zucchero semolato
  • 35 g di acqua
  • 250 g di mascarpone ben freddo
  • 200 g di panna montata ben fredda e dolcificata con poco zucchero a velo
  • 100 g di composta di lamponi

In due ciotole separate montare la panna montata e riporla in frigorifero per mantenerla ben fredda e nell’altra sbattere leggermente i tuorli a cui andrà aggiunto lo sciroppo composto da acqua e zucchero portato a bollore (circa 120°), versato lentamente mentre si montano i tuorli con l’aiuto di uno sbattitore elettrico, oppure nella planetaria. Lo zucchero bollente ha il potere di pastorizzare le uova, eliminando il rischio di salmonellosi.

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Continuare a montare i tuorli finché non otterrete un composto spumoso e fino a raffreddamento. Se dovessero risultare ancora un po’ caldi, farli finire di raffreddare in freezer per pochi minuti.

Aggiungere a questo composto il mascarpone freddo e la composta di lamponi e continuare a montare a tutta velocità.

Per ultimo unire la panna montata aiutandovi con una spatola e incorporarla con movimenti delicati. Il risultato? Una crema morbida e soffice, dolce, con una leggera nota acidula data dai lamponi. Avrei preferito fare un coulis con lamponi freschi, ma non è stagione e qui, nel paese più alto d’Italia non sempre si trova proprio tutto.

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Rimane solo di preparare il caffè piuttosto carico, lasciarlo raffreddare e aggiungere una buona dose di rhum (naturalmente vietato ai bambini).

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E’ giunto il momento di comporre il dolce che può essere fatto in un bicchiere trasparente o in una teglia di ceramica.

Mettere un primo strato di savoiardo inzuppato nel caffè… non troppo perché io odio i dolci che creano liquido sul fondo.

Distribuire un cucchiaio di ganache alle nocciole, un cucchiaio abbondante di crema al mascarpone, una spolverata di cacao amaro…e via così…. nel bicchiere ho fatto un doppio strato.

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Ho guarnito con il savoiardo tondo anch’esso inzuppato nel caffè e decorato con dei piccoli chicchi di caffè al cioccolato.

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Ribadisco, un dolce così non si può dire che non è buono, sarebbe un’eresia pura… diciamo che è voluttuoso, appagante… si, sensuale… ma forse sarebbe meglio utilizzarlo come un sostitutivo del pasto…. ahahahah…

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E per chi avesse dubbi, scordatevi la versione salata… per me è come il cheesecake… deve essere unicamente dolce…se ho fatto fatica ad avvicinarmi a questo figuriamoci ad una versione salata… no…no… in alcune cose sono parecchio tradizionalista…. 🙂

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9 Comments
  • Antonella
    novembre 22, 2016

    Io ti adoro immensamente. Senza volerlo, diciamo o facciamo cose che ci “legano”.
    Si, insomma, te che abbandoni la città e vai nella valle e nei luoghi che io ho frequentato da quando ero piccola cosi’….e ora mi prepari uno strepitoso dolce ispirandoti a un film che adoro adorissimo, che era tra quelli che avevo messo in elenco, per poi glissare verso altre trame….Pane e tulipaniiiii!!!! Ogni volta che lo danno in tv me lo guardo rapita. Stupendo.
    Quindi, complimenti per tutto quanto, scelta e tiramisu’. E buon tutto, per un fantastico inizio e continuazione. Abbraccioni, cara mignoooonssssssss!!!!

    • Elena
      novembre 22, 2016

      Figurati che io ce l’ho su PC e me lo sono riguardato stamane

  • Katia zanghì
    novembre 22, 2016

    Il film mi era piaciuto moltissimo. Ma anche il Tiramisù non è niente male, direi… Anziiiiiiii !

  • alessandra
    novembre 23, 2016

    Film meraviglioso, che non mi stanco mai di guardare. E anche il tuo tiramisu lo e’. Nessuno vive mangiando grassi e zuccheri 24 ore al giorno e sono pochi anche quelli che se li concedono una volta al giorno. Ma questi dolci sono nati per celebrare degnamente momenti di festa, con piatti opulenti e un po’ trasgressivi che si distaccano dal rigore della dieta del resto della settimana o dell’anno. Con tutta che il Tiramisu a me non dispiace e che qui dove abito io e’ il dolce italiano piu’ conosciuto (e quindi costantemente richiesto), conto sulle dita di una mano le volte in cui me lo sono potuta concedere, in due anni. Ma e’ stato un piacere, ogni volta. E sono certa che anche a voi sara’ successo lo stesso. Specialmente ora che vivi nel paese piu’ alto d’Italia, dove gli inverni sono inverni e c’e’ bisogno di calorie 🙂
    Complimenti!

  • Erica
    novembre 24, 2016

    Elena il tuo tiramisù mi piace proprio, mi attirano i colori e i sapori, golosissimo. Lo devo rifare assolutamente finita la dieta.
    Un abbraccio, Erica

  • Giuliana
    novembre 24, 2016

    Un film intenso, bello, poetico che adoro e che guardo tutte le volte anche se so a memoria le battute. Perchè di poesia c’è sempre bisogno in questa vita di corsa…

    Il tuo tiramisù mi attira molto, sento già il sapore del cioccolato mescolato con la crema..

    complimenti davvero

    Giuli

    • Elena
      novembre 27, 2016

      Grazie

  • Susy May
    novembre 26, 2016

    Una bella prova direi e che ti è riuscita pure bene, brava, davvero un bel tiramisù, calorico, ricco e corposo proprio come dovrebbe essere.
    Questo dolce non ha niente a che fare con la “linea” è nato e fatto per essere un momento di puro godimento al massimo dell’apporto calorico del fabbisogno di un essere umano…e che ci vuoi fare? lo mangeremo una volta di meno, per non sentirci troppo in colpa.
    Bravissima

    • Elena
      novembre 27, 2016

      Grazie Susy….comunque la mia non era una disquisizione sulla linea…. e se mai ci conosceremo dal vivo capirai anche perché …

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