DIARIO DI UN PRANZO DI NATALE

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Mi scuso anticipatamente per non aver postato passo a passo tutto quello che ho prodotto, ma devo essere sincera, è vero che mi sono divertita, ma preparare il pranzo per questo Natale è stato un po’ come scalare una cima da 4000 mt s.l.m.

Ho lavorato per due giorni e mezzo, proprio fino all’ultimo. E’ stato faticoso, ma soddisfacente, l’unico problema è stato che, avendo sempre troppo poco tempo, sono riuscita si a preparare tutto, ma non a documentare bene con le fotografie…e per questo me ne scuso veramente.

Cominciamo dal giorno 23 dicembre. La nevicata copiosa dei giorni prima ha reso tutto un po’ più difficile… e per quanto mi riguarda, anche più stressante.

E’ bella la neve, si, ma sulla cima delle montagne…a quota 0,00 NO! Perchèèèèè? Ma perchè la gente non sa guidare, se si ha bisogno di qualcosa è tutto bloccato… insomma, un disastro direi…

Ma torniamo a noi: il primo giorno delle lavorazioni è stato dedicato alla lievitazione del pane per fare le tartine del 25, per fare i tronchetti di Natale (per noi a casa e per gli amici), per fare l’impasto del panettone e preparare il ripieno dei ravioli….forse anche qualcos’altro, ma man mano me ne ricordo… spero….

Ma forse è meglio che prima di tutto vi scrivo il menù vero???

Eccolo:

  • Antipasti:

    • bruschettine di pane casereccio al sapore di rosmarino con pomodoro fresco e mozzarelline.

    • tartine di polenta bianca con lenticchie in due versione: con pomodoro fresco e con luganega (salsiccia a nastro) tagliata a rondelle.

  • Primi:

    • Lasagne classiche al ragù (fatte da mio fratello)

    • Ravioloni di grano saraceno con ragù di carne speziato.

  • Secondi:

    • Arrosto di vitello ‘lardellato’ con asparagi, nappato al peperoncino

    • Roast beef ‘lardellato’ con carote e olive in crosta di erbe fresche e frutta secca

    • Cappone ripieno

  • Contorni:

    • patatine novelle al forno

    • Cipolline e cavolini di bruxelles glassati

  • Dessert:

    • Tronchetto di Natale

    • Panettone (senza burro)

    • Frutta fresca: ananas e melone bianco

  • Vini:

    • Prosecco Rosè

    • Morellino di Scansano

Ho cucinato tutta ‘sta roba???? SIIIIIIIIII…. sento ancora la fatica solo a riscrivere il tutto….ahahahha

Capirete, comunque, come sarebbe stato abbastanza arduo documentare il tutto con le fotografie. Certo se il mio Amoruccio, invece di starsene a Pisa a lavorare fosse arrivato per tempo, lo mettevo lì a far il fotografo e invece….. che ingrata che sono eh???? ihihihiihihihihih

Allora: eravamo al giorno 23 dicembre! A dir la verità, nella notte mi sono svegliata alle 4,30…non avevo più sonno, pensavo alle cose che dovevo preparare… ma fino alle 6 ho resistito… poi, fuori dal letto di corsa!

Dopo una bella dose di caffè eccomi lì con le mani nella farina… in fondo, ormai, impastare il pane è per me una cosa semplice, ma ci vuole tempo anche per quello….

Il freddo di quei giorni mi ha messo il timore che gli impasti potessero non lievitare, ma si imparano le malizie e quindi ecco che subito dopo preparavo l’impasto per fare i tronchetti. Dovendo accendere il forno per fare cuocere quelli, poi potevo sfruttarne il calore per il pane… tattico…

Ma volete veramente tutte le ricette?? Forse è meglio, in questo post, non addentrarsi troppo nei dettagli, altrimenti diventa un romanzo e Vi addormentate subito dopo il menù…quindi, come al solito, se vi interessa, chiedete…e vi sarà dato…

La base dei tronchetti cuoce in circa 15 minuti, che sia fatto di farina normale o con la farina di castagne, il concetto è sempre lo stesso. Una volta cotta la base occorre arrotolarla con delicatezza avvolta nella carta da forno e in un asciugamano pulito e fatto raffreddare in modo che prenda bene la forma.

Nel frattempo si può preparare la farcia, che in questo caso era composta da una base di crema pasticcera, panna montata arricchita con scaglie di cioccolato bianco (erano i boeri bianchi che mi si erano rotti, ricordate?) e di marron glacé per gli impasti di farina normale, per quello con la farina di castagne ho evitato… capirete bene il perché …esagerare non va mai bene…

Comunque, una volta farcito il tronchetto si passa alla glassatura finale con una crema di cioccolato e burro…divina… oddio…non fatemi ripensare a quel momento idilliaco…. 

Date il tocco finale guarnendo a piacere… che dite…son venuti bellini quest’anno???

Nel frattempo che facevo tutto ciò, il primo impasto del panettone (occorrono due giorni circa di lavorazioni) e quello del pane per le bruschette crescevano rigogliosi nel forno ormai tiepido al punto giusto.

E per sfruttare al meglio il tempo? Ah, ecco che mi è venuto in mente che ho fatto il giorno 23… ho ‘lardellato’ gli arrosti! Perché lo metto tra virgolette? Perché lardellare vorrebbe dire inserire nei tagli di carne dei piccoli pezzetti di lardo per arricchire e rendere più gustose carni che sono abbastanza magre…ecco, io invece ho voluto mantenere la leggerezza dei miei arrosti, inserendovi, in quello di vitello, dei grossi asparagi (ho usato quelli surgelati, più teneri e decisamente meno costosi), mentre nel roast beef delle carote e delle olive verdi denocciolate.

Il cappone invece aveva una farcia di carne trita di manzo scelta, con spezie e poche castagne, naturalmente mantenuto con uova e pan grattato…altrimenti si sarebbe disfatto in cottura.

E poi tutti e tre a cuocere…. eccoli in cottura…

…certo sarebbe stato più carino vederli anche tagliati a fette e guarniti con le loro nappature, ma come Vi ho accennato, le cavallette…ops…i parenti sono giunti prima…. beh, per il cappone meglio così, Ve lo assicuro…. l’ha scannato…..a ri-opsss…tagliato mio fratello…ehm…. povero cappone…quanto ha sofferto…

Comunque: che ore sono? E’ già sera???? E già, e io sono stanca morta… meglio andare a nanna… altrimenti chi si sveglia all’alba domattina?

Ed eccoci al giorno 24. Prima di tutto inforno il pane…. poi lavoro il panettone col secondo impasto…poi..a ecco, ho rifatto anche i biscotti, le margherite di farina di castagne, per la colazione del mio Amoruccio… beh, già che c’ero…. potevo forse mancare????

Poi ho preparato il tutto per fare i ravioloni, ma per fortuna sono arrivati anche degli amici per bere un caffè… meno male….almeno mi sono distratta un po’…. quest’anno di muovermi non sarebbe stato proprio possibile, per fortuna che sono arrivati loro.

Ed eccomi ai raviloni, che dovevano essere di solo grano saraceno, come li avevo precedentemente sperimentati, ma apro il pacchetto di farina, comprato in Valtellina direttamemente e con scadenza tra un anno… e…. orrore… era pieno di camole….AHHHHHHHHHHHHHHh…. e adesso…per fortuna avevo comprato di recente un pacchetto di polenta taragna (farina nera di grano saraceno mista a farina gialla di mais)… devo dire che il risultato non è stato proprio lo stesso, ma insomma, neanche così male…..

Ho preparato anche il ragù fatto con sugo di pomodoro fresco (che è un lavoraccio da fare, ma poi il risultato, Vi garantisco, è eccezionale) e carne trita di manzo scelta. Perché specifico ‘scelta’? Per la buona riuscita di un piatto gli ingredienti di ottima qualità, sono essenziali, quindi, soprattutto nei pranzi importanti, non cercate di risparmiare…. e a proposito di questo: ho voluto fare il conto di quello che ho speso dopo aver sentito i telegiornali, con delle cifre stratosferiche. E’ vero che non ho contato il mio lavoro, ma per produrre tutto quello che c’è nel menù, ho fatto una spesa di circa 200 euro e ho sfamato 11 persone, che Vi assicuro, non hanno mangiato poco…anzi…. e di avanzi ce ne sono stati parecchi…. e per di più, niente che potesse far male o rendere difficile la digestione…. quindi vogliamo renderci conto che conviene sapere fare le cose? Va beh, ma questo è un altro discorso…scusate… a volte divago…

Torniamo al menù: sempre il giorno 24, ho fatto sbollentare le verdure, in modo che erano già pronte per l’ultima doratura in forno il giorno dopo.

E’ quasi sera… corro a fare una doccia…sta arrivano il mio Amoruccio, e va bene tutto, ma Vi assicuro che ormai ero impresentabile…. ahahahahhaha….

Come ultima cosa metto il panettone a lievitare in forno…

Ed eccoci a Natale…. il telefono bippa in continuazione…. l’attività in cucina è frenetica… insomma siamo in dirittura di arrivo… tra poche ore (anche quel giorno la sveglia è stata intorno alle 6) arrivano gli squali…. ehmmm…i parenti….

E’ tutto pronto: l’acqua per i ravioloni bolle, il panettone è a testa in giù a raffreddare pronto per essere poi incartato come uno serio di pasticcera…, qualche giorno Vi racconto come ho modificato la ricetta…. certo che un panettone così non se lo aspetta proprio nessuno… con lievito madre, addolcito con fruttosio, e condito con olio, no burro (tra l’altro solo nel primo impasto, nel secondo me ne sono completamente dimenticata) …. eppure buono… leggero leggero… non fateci caso al computer che si intravede dietro… ma l’Amoruccio stava assemblando il regalo per il mio papà…. ahhhah… più che cucina la mia è un vero e proprio laboratorio…

Insomma, il pranzo di Natale è andato bene…. ma il giorno dopo non vedevo l’ora di venire a Pisa…e staccare…. staccare da tutto… e da tutti…. sarò anche poco festaiola, ma non so, il Natale continua ad essere una festa da me poco sentita….e preferisco stare in santa pace con il mio Amoruccio….sarò cattivella…. ma noooooooooo….. per Capodanno poi ci si risente, ok?

Comunque buone feste a tutti… riposate, mangiate bene, approfittatene magari per cucinare qualche cosa…. e fate tante coccole con chi vi vuole veramente bene: figli, fidanzati, mariti, amici, gatti… l’importante è che il sentimento sia genuinamente sincero…


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