Meascia o Miascia…imperfetta

Oggi vi voglio proporre una torta che è una tradizione nel Lario: la Miascia. Ha varie versione, diverse per ogni sponda del lago di Como e molte famiglie ne custodiscono gelosamente la ricetta senza tramandarla a nessuno.  A dir la verità mia madre ne ha una versione tramandata da generazioni, ma non avendola sotto mano ve ne propongo una dedotta da varie ricette prese un po’ qua e un po’ in là, rivisitate a mio modo.. non è assolutamente perfetta, la torta è risultata leggerissima, ma si sbriciola, molto probabilmente, per la quantità degli ingredienti occorreva mettere più uova. Pensare che nella ricetta letta e tratta da una nota rivista, le uova non le prevedeva neppure…mah….

Si narra che fosse un dolce povero… presumo la versione fatta con il pane raffermo più che questa, in quanto la ricetta che vi propongo è ricca di frutta e frutta secca, quindi molto povera non è.

Il risultato è un dolce ricco di energia, naturalmente dolce, ideale per una colazione che ti da la carica per tutta la giornata. Il sapore semplice è, per me, piacevolissimo, che non amo tutto ciò che è troppo ricco e pasticciato.

Ingredienti per una torta rettangolare di cm 34×26:

  • 1,5 tazze farina di mais tipo fioretto
  • 1,5 tazze di farina bianca
  • 1 tazza di zucchero di canna integrale
  • 3/4 di tazza di olio di semi di girasole
  • 1 tazza di gherigli di noce triturati
  • 180 g di fichi secchi
  • 60 g di uvetta sultanina
  • 2 mele grosse o 3 medie
  • un pizzico di sale
  • 2 uova intere (devo riprovare con 4)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 l circa di latte vegetale di avena o riso

Prima di tutto occorre preparare tutta la frutta a pezzetti, anche le mele e le noci che lascerete a parte.

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Avendo utilizzato una farina di mais un po’ più grossolana, non avendo a disposizione la fioretto, ho deciso di mescolarla ai fichi e all’uvetta e ho irrorato il tutto con il latte vegetale. Questo perché mi serviva ammollare la frutta e ammorbidire un po’ la farina che altrimenti sarebbe rimasta troppo granulosa in cottura, in questo modo invece si è ammorbidita in maniera perfetta. C’è voluto poco più che mezz’ora.

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A questo primo composto ho unito lo zucchero e la farina bianca e le uova.

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Ho mescolato bene e aggiunto l’olio, le noci e il lievito. Per ultimo ho messo le mele tagliate  a tocchetti abbastanza piccoli.

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L’impasto non è venuto molto sodo come descritto in alcune ricette, anzi, ma ha la consistenza di una pastella densa. Le mele, per fortuna non sprofondano…e non chiedetemi perché, mi sono meravigliata anch’io 😉

Prometto che quando mi capita di incrociare qualcuno di una certa età andando a trovare mia nonna sul lago, chiedo più lumi e vi aggiorno.

Si riveste poi la teglia con della carta da forno e si cuoce a 180° in forno caldo per circa 1 ora e ci vuole tutta.

Fate la prova con lo stuzzicadenti e se esce asciutto, la torta è pronta. E’ buona tiepida, con una pallina di gelato alla vaniglia, oppure semplice. I giorni successivi prende una consistenza più soda…la mia sempre ‘sbriciolosa’ , ma umida …non saprei dire, ma mangiata col cucchiaio è una vera meraviglia… misteri della pasticceria 🙂 e si che quando la faceva mia madre non mi piaceva perché troppo compatta e pesante… ahahahahah

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Buona colazione

 

 

2 Comments
  • Antonella
    marzo 25, 2017

    Buona!!!! La conosco di nome ma non di fatto, nel senso che non l’ho nai fatta, Certo che hai ragione, con tutta quella frutta secca, tamto povera non è!!
    Mettero’ in lista d’attesa….che ormai diventa sempre piu’ lunga…..
    Complimenti!!

    • Elena
      marzo 25, 2017

      Dolce tipico invernale del nostro lago… quindi dai, ormai è primavera occorre andare su cose più leggere 😉 però oggi ho fatto la torta dell’engadina…ahahaha…qui fino a due giorni fa nevicava ancora…

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